CORSO PER AMATORI![]()
È possibile iscriversi online al corso scegliendo un metodo di pagamento, o scaricando il modulo di iscrizione ed inviandone copia compilata al numero di fax o all'indirizzo email indicati nel documento.
Questa serata nasce per dare a un gruppo di amiche gli strumenti per trasformare un salotto di casa in un piccolo bar da signora: delicatezza, profumi e un pizzico di teatralità. Si parte da un semplice sciroppo fatto in casa, si passa per infusioni di fiori e frutta, si scopre come usare il tè in miscelazione, si prova un fat wash gentile e si arriva a due grandi classici come il Cosmopolitan e il Golden Dream, per chiudere in bellezza con un punch conviviale da condividere.
Obiettivi della Serata
• Narrativa: Trasformare ogni cocktail in un pretesto per narrare storie, personaggi ed epoche, rendendo il drink un'esperienza sensoriale e culturale.
• Autonomia tecnica: Fornire ai partecipanti gli strumenti, il linguaggio e la sicurezza necessari per gestire un "bar domestico" di alto livello in contesti conviviali.
• Consapevolezza del prodotto: Comprendere le famiglie di cocktail (Old Fashioned, Highball, Aromatic, Sour) per permettere ai partecipanti di comprendere la struttura dei drink e creare varianti in autonomia.
Hard Skills (Competenze Tecniche)
• Padronanza delle tecniche base: Capacità di eseguire correttamente le metodologie di miscelazione: build (nel bicchiere), stir (mescolato nel mixing glass) e shake (shakerato).
• Utilizzo dell'attrezzatura: Uso disinvolto e preciso di jigger, mixing glass, bar spoon, shaker, strainer e tecniche di taglio per twist di agrumi.
• Gestione degli ingredienti e temperatura: Conoscenza della merceologia di base (distillati, vermut, bitter) e gestione fondamentale del ghiaccio (qualità, tipologia, diluizione).
• Tecniche avanzate (intro): Introduzione ai concetti di tecniche come il fat washing, per stupire e diversificare la proposta classica.
Soft Skills (Competenze Relazionali)
• Arte dello storytelling: Saper disseminare aneddoti storici e curiosità durante la preparazione per mantenere alto il ritmo narrativo e l'attenzione dei commensali.
• Ospitalità e accoglienza: Sviluppare la capacità di trasformare il bancone in un luogo di conversazione, gestendo il servizio con stile, sicurezza e senza inutili complicazioni.
• Sicurezza e stile: Costruire la propria "allure" dietro al bancone; il vero segreto non è la complessità del drink, ma la naturalezza e la fiducia con cui lo si presenta e si racconta.
Modulo 1 – Il laboratorio degli sciroppi e delle infusioni
Il segreto di una mixology delicata sta quasi sempre in un buon sciroppo fatto in casa: bastano pentolino, zucchero, un colino e pazienza. Nessuna attrezzatura da laboratorio.
La tecnica storica: oleo saccharum
È la tecnica più antica per aromatizzare lo zucchero con gli agrumi, alla base dei grandi punch storici
Modulo 2 – Spritz fruttato: bollicine e sciroppo homemade
Lo Spritz nasce nell'Ottocento nel Lombardo-Veneto, quando i soldati austriaci, abituati a vini meno alcolici, chiedevano di “spruzzare” (spritzen, in tedesco) il vino locale con un po' d'acqua per allungarlo. Da questa abitudine militare nasce, nel tempo, la famiglia degli spritz italiani: vino bianco o spumante, un elemento amaro o aromatico, acqua gassata o soda.
Qui proponiamo una versione fruttata e delicata, perfetta per aprire la serata, costruita sullo sciroppo di lampone e ibisco preparato nel Modulo
Modulo 3 – Clover Club: il cocktail rosa che ha conquistato Brooklyn
Storia e aneddoto
Il Clover Club nasce a Philadelphia a fine Ottocento, prendendo il nome da un club maschile di giornalisti e avvocati che si riuniva all'Hotel Bellevue-Stratford. Il cocktail, a base di gin, limone, sciroppo di lampone e albume d'uovo, cade nel dimenticatoio per gran parte del Novecento, considerato “troppo femminile” per i gusti dell'epoca del dopoguerra.
Nel 2008 la bartender Julie Reiner lo riporta in auge aprendo a Brooklyn un locale che porta proprio il suo nome, il Clover Club: nel giro di un anno diventa uno dei migliori cocktail bar al mondo secondo Tales of the Cocktail. La storia è quasi poetica: un drink nato in un club di soli uomini diventa, un secolo dopo, il simbolo di uno dei locali più influenti gestiti da una donna nella storia recente della mixology.
Modulo 4 – Tè in miscelazione e fat wash delicato
Il tè come ingrediente
Il tè è uno degli infusi più versatili in mixology: aggiunge tannicità, aromaticità e complessità senza bisogno di alcol aggiuntivo. La tecnica più semplice è l'infusione rapida a freddo o a caldo direttamente nel distillato
Fat wash delicato: cocco e vaniglia
La stessa tecnica vista nella versione “da uomini” con burro e bacon si presta benissimo a versioni più morbide: basta sostituire il grasso animale con burro di cocco o cacao bianco fuso, aggiungendo eventualmente una bacca di vaniglia incisa.
Modulo 5 – Cosmopolitan e Golden Dream: due icone a confronto
Cosmopolitan: un'origine contesa
Pochi cocktail hanno un'origine così discussa. La versione più accreditata dagli storici vuole che sia stata la bartender Cheryl Cook, a Miami Beach, a creare a metà anni Ottanta un drink rosa e fotogenico pensato apposta per chi voleva “farsi vedere” con un bicchiere da martini in mano. Pochi anni dopo, a New York, il barman Toby Cecchini ne rielabora la ricetta al ristorante Odeon, sostituendo il lime concentrato con succo fresco e aggiungendo vodka alla citronella: è questa la versione che conquisterà il mondo, complice il successo televisivo di “Sex and the City” negli anni Novanta.
Modulo 6 – Fish House Punch: il gran finale conviviale
Storia e aneddoto
Il Fish House Punch nasce nel 1732 alla Schuylkill Fishing Company, un circolo privato di gentiluomini di Philadelphia riunito lungo il fiume Schuylkill: la ricetta, a base di rum, cognac, brandy alla pesca e oleo saccharum di limone, è considerata una delle più antiche e famose bevande miscelate della storia americana.
L'aneddoto più curioso riguarda proprio le donne: per oltre un secolo il punch fu una bevanda riservata esclusivamente ai soci uomini del circolo. Solo nel 1848, in occasione di una festa di Natale, le donne furono ammesse per la prima volta a bere il celebre punch insieme agli uomini del club. Chiudere la nostra serata proprio con questa ricetta è un piccolo modo di completare, quasi due secoli dopo, quella prima festa.
Cinque aneddoti a pioggia: storie di donne nella mixology
• Piccole storie da disseminare tra una preparazione e l'altra
• Citazioni di grandi donne della mixology
• Frasi brevi, perfette da citare a effetto durante la preparazione di un drink
• Checklist per il salotto di casa
• Cosa avere sempre pronto per ospitare con eleganza
• Basi e distillati
• Freschi, aromi e accessori
• Attrezzatura minima
Il filo conduttore, ancora una volta, è la narrazione: qui però le storie sono soprattutto storie di donne che hanno fatto la mixology, spesso rimaste in ombra rispetto ai colleghi uomini.
Giovedì 26 novembre 2026,
dalle ore 19.00 alle ore 23.00.
Il corso è aperto ad un pubblico femminile, curioso e desideroso di imparare a ospitare con sicurezza: aperitivi tra amiche, cene eleganti, pomeriggi di tè e bollicine.
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